WEBULLI


MARTEDì 04.04.17 | h 10:30


WEBULLI
Elea Teatro / Industria Scenica

di e con Serena Facchini ed Ermanno Nardi
Supervisione drammaturgica e registica di Renata Ciaravino
Video di Elvio Longato
Tecnico Marco Grisa
Produzione di Industria Scenica, Regione Lombardia – Next 2013
Con il contributo di Fondazione della Comunità Bresciana, Fondazione ASM
Consigliato dai 14 anni


WebulliSINOSSI

Il bullismo a scuola c’è sempre stato. Non è una novità. Anche il bisogno di farsi notare, di raccontarsi, è sempre stato insito negli adolescenti. Ma come sono cambiati oggi questi fenomeni tra social network, rete e nuove tecnologie? Una volta si rischiavano le botte, a scuola si poteva essere esclusi dal gruppo dei “più fighi” e in classe si sopportavano prese in giro e soprannomi che segnavano, a volte quasi per tutta la vita. I diari segreti, le dediche sui quaderni, i bigliettini passati di mano in mano erano i mezzi che raccoglievano i pensieri più nascosti e reconditi dei giovani. Oggi, gli “schiaffi” sono diventati intangibili, sono video pubblicati online, messaggi anonimi, foto rubate, false identità. Fisicamente fanno meno male, ma moralmente quanto feriscono? Oggi, le confessioni più personali e intime e la propria immagine sono sventolati sul web senza alcun tipo di filtro, sotto gli occhi di tutti e, a volte, senza consapevolezza delle conseguenze che possono provocare. WEBulli indaga, attraverso un linguaggio comico-grottesco, gli attuali fenomeni del cyberbullismo e del sexting, ossia gli atti di bullismo e molestia e lo scambio di contenuti espliciti di carattere sessuale effettuati tramite i nuovi media digitali come email, sms, chat, blog, cellulari, social network e siti web. Tali pratiche si stanno diffondendo a macchia d’olio in tutta Italia tra adolescenti e preadolescenti. Gli attori in scena interpretano due adolescenti affrontando il tema con un linguaggio dissacrante e leggero, adatto ad un pubblico sia giovane che adulto. Un’esagerazione che fa sorridere, ma che con la sua leggerezza fa emergere qualcosa di tragico.


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