Residenza Artistica 2017



COMPAGNIE IN RESIDENZA – ANNO 2017


CIRCO CONTEMPORANEO


COMPAGNIA KOLEKTIV LAPSO CIRK (Francia)
Periodo di residenza: gennaio-febbraio 2017

Obbiettivo A: in attraversamento con Casa del Circo ContemporaneoAssociazione Qanat Arte e Spettacolo / Cirko Vertigo (Piemonte) e C.L.A.P.Spettacolodalvivo (Lombardia)

IL PROGETTO
“11. Il tempo è una linea verticale”

di e con Veronica Capozzoli

11 è due volte 1. È la conferma inevitabile della singolarità, dell’unità, della solitudine.
11 è il primo dei numeri decimali palindromi.
È l’essenza dell’ossessione.
11 è divisibile solamente per se stesso.
Difende il suo spirito anarchico davanti all’egemonia del 10, è orgoglioso e testardo, è il numero del sodio: porta dentro l’essenza del ferro e del fuoco.
Lei è una, singolare, sola.
Lei vive nell’architettura verticale della sua testa, in una geometria di ferro e legno, di linee verticali che vanno verso il cielo…
Lei è orgogliosa e disperata.
Lei è divisibile solamente per se stessa.
In uno spazio saturo di geometrie severe, di lunghi e alti tubi di ferro, di sedie perfettamente quadrangolari, di bastoni d’acciaio verticali e di corde tese, incontriamo una figura femminile intrappolata nell’ingranaggio scenico: corde, carrucole, incastri geometrici e ritmi ossessivi la costringono a far proseguire il gioco meccanico della struttura, surreale metafora del Tempo che non si può arrestare.
11 è un lavoro sulla verticalità e gli ingranaggi ineluttabili del Tempo.
Lo Spazio determina l’esistere di un corpo, e il Tempo che determina il suo movimento la porta verso l’alto, contro la forza di gravità del suo esistere, nel materialissimo e umano bisogno di affermare la sua identità.

LA COMPAGNIA
Veronica Capozzoli inizia il suo percorso artistico a 14 anni, seguendo i corsi teatrali della compagnia MaMiMò, ed entrando 3 anni dopo all’Accademia d’Arte Drammatica V. Bellini di Napoli. Approdata a Bologna prosegue la sua formazione scegliendo stage e workshop di maestri, tematiche e stili che costruiscono poco a poco un percorso coerente ed eterogeneo. Nel 2008 si Laurea in Filosofia Etica all’Università di Bologna. Frequenta la scuola biennale di Commedia dell’Arte Luis Jouvet, per la direzione di Massimo Machiavelli, dove si diploma nel 2009, e diviene attrice e assistente di regia della compagnia di Machiavelli, Fraternal Compagnia, con cui collabora fino al 2010. Nel frattempo, nel 2008 crea l’atelier di teatro Il Giardino del Mago e la Compagnia ReSpirale Teatro. Con ReSpirale Teatro, di cui è regista e attrice fino al 2014, crea 6 spettacoli e tre studi, ricevendo la Segnalazione Speciale Premio Scenario 2011 con L’Italia è il Paese che amo, il Premio Festival Reading sul Fiume (Bologna) con Napoleon, spettacolo anche finalista del Premio Festival Territori Teatrali (Torino), il Premio Scintille 2014 (Asti) con AGAIN/BYNOW, spettacolo anche finalista del Premio Troia Teatro e B.R.I.S.A. 2015. Il percorso di formazione in Commedia dell’Arte la porta all’incontro con l’acrobatica teatrale e conseguentemente alla scoperta dell’universo circense e dei suoi linguaggi. Viene ammessa alla Scuola di Teatro di Bologna A. G. Garrone nella sezione Nouveau Cirque, dove si diploma nel 2011, e nel 2012 viene ammessa alla Scuola di Cirko Vertigo di Torino, dove si diploma nel 2013. Nel 2014 entra a far parte della Compagnia di circo DDmasié, che cambia nome in Lapso Cirk, di cui è membro attivo all’oggi. Nel 2013 Veronica viene ammessa al percorso di Formazione Artistica dell’École de Cirque de Chambery AEC, nel quale nasce il progetto 11 – Il tempo è una linea verticale. Nel 2015 inizia inoltre a collaborare come acrobata al palo cinese e verticalista con la Compagnia Chapiteau (Chambery, Francia) nello spettacolo Les Furberies de Scapin. Partecipa inoltre come artista a cabaret e spettacoli all’interno del Festival Living Circus (direzione artistica Paolo Stratta).

David Diez Mendez è artista di circo contemporaneo formatosi a Escuela de Circo Carampa di Madrid, e diplomatosi a Scuola di Cirko Vertigo. É inoltre tecnico di montaggio specializzato e autorizzato a montaggi in altezza, e costruttore formato di attrezzi e strutture per il circo. Lavora come artista nel duo David&Tomas all’interno del Kolektiv Lapso Cirk, di cui è membro fondatore. Partecipa al progetto “11 – Il tempo è una linea verticale” come assistente alla drammaturgia e alla costruzione della scena, oltre che come tecnico di montaggio e di palco.


DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA


 COMPAGNIA TEATRO DEL LEMMING (Rovigo)
Periodo di residenza: febbraio-marzo 2017
Obbiettivo C

IL PROGETTO
“I cinque sensi dell’attore”. Laboratorio residenziale per attori
Conduzione Massimo Munaro e Chiara Elisa Rossini

Per noi l’ATTORE piuttosto che un guitto che si pavoneggia per un’ora sulla scena e di cui poi non si sa più nulla (W.S.) deve essere inteso, etimologicamente, come una GUIDA, cioè colui che conduce lo spettatore in quell’altrove che costituisce da sempre lo spazio del teatro.

Per essere in grado di costituirsi come GUIDA, l’ATTORE deve innanzi tutto affinare le sue capacità di ASCOLTO – ADEGUAMENTO – DIALOGO. Questi tre principi sono da noi sviluppati contemporaneamente in quattro diverse direzioni: su di sé, sui compagni, sullo spazio che li ospita, sullo spettatore.

Lo strumento principale della ricerca dell’attore è per noi il corpo. Il senso/i sensi del corpo. Corpo non più inteso come protesi di un’intelligenza che dovrebbe guidarlo, ma nella sua pienezza animistica, in quella nudità sorprendente che conduce alla nudità di sé e, forse, alla verità dell’incontro con altre anime e corpi.

I cinque sensi dell’attore, indagati separatamente e poi in continua sinestesia fra loro, sono per noi, oltre che un appello alla pienezza della vita, una via d’accesso all’altrove del teatro e alle capacità creative dell’attore.

Nella sua relazione ravvicinata ed intima con se stesso, con i compagni, con lo spazio e con lo spettatore l’attore è qui indotto ad una messa a nudo radicale, ad una ricerca personale e tecnica che passa per una disponibilità assoluta all’ascolto e all’attenzione di sé e dell’altro.

LA COMPAGNIA
Il Teatro del Lemming è una compagnia teatrale di ricerca fondata nel 1987 è finanziata dal MiBACT dal 1997. Vincitore di numerosi premi tra cui il Premio Totola, il Premio Piccoli Palcoscenici, il Premio UBU Giuseppe Bartolucci e il Silver Snowflake al Sarajevo Winter Festival, il Lemming è da tempo riconosciuto come uno dei gruppi di punta del nuovo teatro italiano ed europeo.

Scrive GIACOMO FRONZI in Teatro del Lemming. Teoria e pratica di una poetica estrema (MicroMega, settembre 2014): “Questo teatro, diverso, anti- tradizionale, che quotidianamente lotta per la propria sopravvivenza, rappresenta una piccola rivincita nei confronti di quel segmento di realtà che tenta silenziosamente di narcotizzare la coscienza di un uomo che, per poter comprendere e interpretare il proprio mondo, sembra volersi avvalere sempre di meno del potenziale ermeneutico ed euristico delle arti.”


DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA


COMPAGNIA GIULIANO SCARPINATO (Palermo)
Periodo di residenza: giugno 2017

Obbiettivo A: in attraversamento con Residenza Multipla Corsia Of (Umbria)

IL PROGETTO
“Se non sporca il mio pavimento”
Regia e drammaturgia: Giuliano Scarpinato
Con Michele Degirolamo e Francesca Turrini

“Quello che vorrei compiere con Se non sporca il mio pavimento è un passo ulteriore in questa ricerca sull’identità in formazione. Mi interessa, stavolta, indagare la degenerazione dell’intoppo identitario, quello che succede nell’adulto che si porta ancora addosso, selvaggiamente aggrappato, un bambino mai uscito dalla propria stanzetta. Vedo chiaramente in filigrana, nelle figure che voglio indagare – Gloria Rosboch, Gabriele Defilippi, Roberto Obert – questi bambini ancora sperduti, che cercano invano di fermare il tempo. Sono loro a interessarmi, sono loro il punto di partenza ; da quelle vite reali, da quella vicenda reale, prenderà le mosse un racconto nuovo, mai cronachistico, ma pieno anzi di aperture oniriche”.

Giuliano Scarpinato

LA COMPAGNIA

Giuliano Scarpinato è attore, regista e drammaturgo. Nel 2006 si laurea in lettere moderne. Nel 2009 si diploma presso la scuola del Teatro Stabile di Torino. Prima e dopo la scuola partecipa a workshop con Antonio Latella, Marco Baliani, Arturo Cirillo, Alfonso Santagata, Ricci/Forte, Andrea Baracco, Mimmo Cuticchio, Susan Batson. In teatro lavora come attore, tra gli altri, con John Turturro (Italian Folktales), Carlo Cecchi (La dodicesima notte), Giancarlo Sepe (Jekyll e Hyde), Emma Dante (Verso Medea, La muta di Portici, Feuersnot), Marco Baliani (Un paese di nuvole e fiori), Daniele Salvo (Aiace, Edipo re, Re Lear, Gramsci a Turi), Cristina Pezzoli (Antigone), Carmelo Rifici (Fedra), Mauro Avogadro (L’incorruttibile, Tre De Musset). Nel 2011 riceve la segnalazione speciale della giuria al Premio Hystrio alla vocazione.

Come regista debutta nel 2009, dirigendo i suoi colleghi di corso al Teatro Stabile di Torino in un allestimento de I ciechi di Maeterlink che va in scena per il Festival delle Colline Torinesi.

Da qualche anno lavora nell’ambito del teatro ragazzi. Nel 2012 è finalista al Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo La fortuna di Philèas. Nel 2014 vince il Premio Scenario Infanzia con lo spettacolo Fa’afafine – mi chiamo Alex e sono un dinosauro, incentrato sulla vicenda di un “gender fluid child “ e dei suoi genitori; lo spettacolo, insignito del premio per aver affrontato, per la prima volta nel teatro ragazzi italiano, il delicato tema della diversità di genere, riceve in seguito anche il prestigioso Premio Infogiovani 2015 al Festival Internazionale del Teatro di Lugano, e l’Eolo Award 2016 come miglior spettacolo di Teatro Ragazzi e Giovani dell’anno.

Nel 2015 dirige Elettra di Hugo von Hofmannsthal per il festival “Dionisiache”, nella splendida cornice del Tempio Dorico di Segesta; nel 2016 lo spettacolo vince il Premio Attilio Corsini nell’ambito della rassegna “salviamo i talenti” promossa dal Teatro Vittoria di Roma.


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Con il contributo di:

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